BOUCHE DE BETIZAC
A cura di A. Nunziata, L. De Masi, F. Vicigrado e D. Gentile
È una cultivar molto diffusa in tutta Europa apprezzata per la sua precocità di produzione, per le dimensioni del frutto, per la sua resistenza al cinipide galligeno ed è principalmente destinata al consumo fresco. È iscritta al registro nazionale dei fruttiferi ma non rientra in nessun disciplinare IGP. Bouche de Bétizac è una cultivar di castagno francese sviluppata nel 1962 dall’INRA nella stazione di Malemort-sur-Corrèze vicino a Brive. È un ibrido controllato Castanea sativa (cultivar ‘Bouche rouge’) x Castanea crenata (clone CA04). Questa varietà produce castagne da grandi a molto grandi ed è una delle varietà attualmente più coltivata nei castagneti francesi perché molto produttiva. In Italia, la sua coltivazione non era stata inizialmente accolta con favore a causa di un sapore non considerato all’altezza del mercato, salvo poi esplodere nel decennio 2012-2022 grazie alla sua resistenza/tolleranza al cinipide galligeno.
L’albero ha vigoria elevata, pur se con dimensioni ridotte, portamento assurgente, produttività elevata, germogliamento precoce e fioritura intermedia. I frutti, di forma ellittico-triangolare, hanno un colore brillante, castano chiaro che vira rapidamente al marrone e al bruno scuro, una cicatrice ilare ridotta e presentano maturazione precoce e una pezzatura grande (circa 50-60 frutti/kg).
Abbiamo potuto campionare tre esemplari diversi, uno in conservazione presso la collezione del Centro Regionale di Castanicoltura a Chiusa di Pesio (CN), uno presso la collezione gestita dall’Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese – ARSAC in località Vecchierello di Sersale (CZ), e uno presso l’azienda agricola di Franco Di Pippo a Roccamonfina (CE), individuato entro il progetto CASTARRAY.

Da tutti e tre abbiamo ottenuto lo stesso inconfondibile marchio molecolare.
Abbiamo rilevato i caratteri morfologici dei rami delle accessioni custodite a Chiusa di Pesio e Sersale. Come per altre cultivar, la lunghezza degli internodi non è omogenea nelle due collezioni e, in questo caso, anche la colorazione dei rami risulta abbastanza differente.
ACCESSIONE | 3-RAMO DELLA
| 4-RAMO DELLA INTERNODI
| 5-RAMO DELLA DELLE FOGLIE
| 6-RAMO DELLA DEL RAMO
| 7-RAMO DELLA
|
BOUCHE DE BETIZAC IN CONSERVAZIONE A CHIUSA DI PESIO
| 1 | 7 | 1 | 2 | 3 |
BOUCHE DE BETIZAC IN CONSERVAZIONE A SERSALE
| 1 | 5 | 1 | 1 | 3 |
FONTI BIBLIOGRAFICHE
La cultivar è descritta da molti i vivai on line, raramente ricorrendo a caratteri morfologici standard. Tali descrizioni sono talvolta in contrasto tra loro, con particolare riferimento al vigore della pianta ed alla fertilità dei fiori maschili. Una descrizione piuttosto dettagliata e razionale è disponibile al link http://www.pommiers.com/chataignier/bouche-de-betizac.htm
CURIOSITÀ
La cultivar è stata utilizzata come parentale resistente in uno studio che ha consentito di mappare il gene che conferisce la resistenza al cinipide galligeno in alcuni ibridi euro-giapponesi in una precisa zona del gruppo di linkage K (cromosoma 3). Torello Marinoni et al. Development of High-Density Genetic Linkage Maps and Identification of Loci for Chestnut Gall Wasp Resistance in Castanea spp. Plants (Basel). 2020 Aug 18;9(8):1048. https://doi.org/10.3390/plants9081048
L’impronta KASP della cultivar è stata pubblicata per la prima volta nel lavoro Nunziata, A.; Ruggieri, V.; Petriccione, M.; De Masi, L. Single Nucleotide Polymorphisms as Practical Molecular Tools to Support European Chestnut Agrobiodiversity Management. Int. J. Mol. Sci. 2020, 21, 4805. https://doi.org/10.3390/ijms21134805
Dati biochimici relativi a foglie, ricci e gusci di castagne di questa specifica cultivar sono disponibili nel lavoro Laratta, B., Vella, F.M., De Masi, L., Morana, A. and La Cara, F. (2019). Biochemical characterization of leaves, burs and shells of ‘Bouche de Bétizac’ chestnut cultivar. Acta Hortic. 1242, 575-580 https://doi.org/10.17660/ActaHortic.2019.1242.84